Come lavoro

Definire il proprio modo di lavorare in psicoterapia è un compito molto difficile, forse impossibile, perché si cerca di definire qualcosa che non è definibile, se non per orientamento teorico. La verità però è che poi ogni terapeuta ha un suo approccio, che si fonda innanzitutto sulle sue caratteristiche personali,  sugli studi fatti, sulle sue passioni e la sua visione della relazione umana e del mondo. 

Il mio orientamento teorico si fonda sul principio fondante che noi siamo molto di più di quello che sappiamo e crediamo di essere. Siamo il frutto degli affetti che abbiamo avuto, del come siamo stati amati e accuditi, educati, del clima familiare che abbiamo vissuto, delle relazioni interpersonali che abbiamo sperimentato, della nostra capacità di metterci in discussione, di giudicarci e di saper ridere di noi. 

Pur avendo una formazione teorica psicanalitica classica, nella mia formazione ho cercato di apprendere e di proporre ogni strumento fosse utile alla relazione terapeutica con chi mi chiede aiuto, inserendo una importante lettura dei sintomi del corpo, della malattia organica, di ciò che ci dice il corpo, cercando di dare alla persona anche strumenti molto concreti per poter stare meglio nel minor tempo possibile, imparando ad ascoltarsi onestamente per cercare di scappare meno da sé, di riconoscere ciò che non va in sé senza giudicarsi, ma semplicemente osservandosi in modo più compassionevole e se necessario fermo. 

Nel mio approccio psicoterapico spesso oltre al colloquio "tradizionale" , utilizzo la meditazione, elementi di base di fisiologia dello stress, l'ipnosi, strumenti utilissimi per sciogliere in pochissimo tempo ansia, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenze e stati emotivi conflittuali.